Crociere di whale watching con WWF: scopri gli 8 cetacei che potresti incontrare!

28 Maggio 2021

Siamo abituati a chiamarli delfini e balene, ma la loro classificazione non è così banale: quali potresti incontrare durante una crociera di whale watching con WWF?

I cetacei sono divisi in due sottordini: misticeti e odontoceti. I misticeti, o “cetacei con i baffi” sono dotati di fanoni, strutture di cheratina della mascella superiore che agiscono da setaccio, permettendo di filtrare il plancton dall’acqua – la principale fonte di alimentazione dei misticeti. I misticeti includono, tra altri, la megattera, la balena franca, la balenottera comune e la balenottera azzurra.

Gli odontoceti, o “cetacei con i denti” sono invece dotati di denti, e si cibano principalmente di pesci e/o calamari. Inoltre, si caratterizzano per la loro eccezionale abilità nel percepire l’ambiente circostante tramite l’ecolocalizzazione, ovvero “la visione” attraverso la percezione dei suoni. Sono Odontoceti, tra altri, le orche, i capodogli, i tursiopi, le stenelle, i grampi e i globicefali. Il Mar Mediterraneo è un insospettato hotspot di biodiversità per i cetacei.

Nel Mare Nostrum si contano 8 specie regolari tra odontoceti e misticeti che potresti riuscire ad osservare a bordo di una crociera di whale watching organizzata da WWF Travel in collaborazione con Sailsquare. Conosciamole meglio!

La Balenottera Comune

La balenottera comune è il misticete più diffuso nel Mar Mediterraneo ed è il secondo animale sul nostro pianeta per grandezza (dopo la balenoMera azzurra). L’adulto può raggiungere una lunghezza di 25 metri e un peso di 80 tonnellate. Nonostante la dimensione, è un animale veloce. Nuota infatti fino a 40 km all’ora.

La tecnica di caccia è particolare: si avvicina a notevole velocità ad un branco di krill per buttarsi nel punto in cui questo è più fitto. Quindi, distendendo la regione golare, che può anche raddoppiare il diametro della parte anteriore del corpo, ingoia acqua e krill. Nel Mediterraneo, la balenottera comune è considerata dalla IUCN Red List (2010) come “Vulnerable”, ma non ancora in pericolo di estinzione.

Il Capodoglio

Il capodoglio è il più grande animale vivente munito di denti: ne ha da venti a ventisei paia e ogni dente, a forma di cono, può misurare dagli otto ai venti centimetri e pesare circa un chilo. La testa del capodoglio è enorme e squadrata: occupa infatti circa un terzo della lunghezza totale del corpo e possiede il cervello più grande di qualsiasi altro animale della Terra! Questo enorme esemplare è il più grande degli odontoceti e può misurare fino a 18 metri di lunghezza.

I capodogli dormono in verticale con la testa rivolta verso la superficie dell’acqua rimanendo nella colonna d’acqua in galleggiamento neutro. Il capodoglio si nutre prevalentemente di calamari, dai più piccoli a quelli enormi, compreso per esempio il famoso calamaro gigante (Architeuthis dux) con il quale ingaggia leggendarie e affascinanti lotte negli abissi. La specie non sembra in pericolo di estinzione, anche se resta fra le specie classificate come “minacciate” nella IUCN Red List (2006).

Lo zifio

Lo zifio ha un corpo piuttosto tozzo e il capo piccolo. Il corpo dell’adulto, che raggiugne i 6 e i 7 metri e le 3 tonnellate, è generalmente ricoperto di graffi, dovuti alle lotte tra maschi durante la stagione dell’accoppiamento. È una specie che si muove in gruppi di almeno 2-3 individui. Frequenta le aree di mare aperto e le zone di scarpata dove può trovare la sua preda preferita: il calamaro.

Gli zifi sono dei campioni di immersione: sono i mammiferi che raggiungono le maggiori profondità. Nel 2010 è stata registrata un’immersione di zifio a 2.992 metri, della durata di quasi due ore e mezza. Si tratta dell’immersione più profonda e più lunga mai documentata per un mammifero.

Lo zifio è classificato “senza dati sufficienti” nella IUCN Red List per la subpopolazione mediterranea (2006): non esistono dati consistenti sulla dimensione della popolazione e sul relativo trend.

Il globicefalo

Il globicefalo ha un corpo massiccio dotato di due lunghe pinne pettorali a forma di mezzaluna. La testa, globosa, ha fronte sporgente e termina con un piccolo rostro. La pelle è nera, biancastra nell’area tra il petto e il ventre. Le sue dimensioni massime arrivano a 8,7 metri di lunghezza. Si nutre di calamari e piccoli pesci.


I globicefali formano branchi particolarmente numerosi, da 10 a 40 individui, formati da animali tutti imparentati tra loro per linea materna. Il gruppo sociale prevede la presenza di una capostipite a cui fanno riferimento gli altri componenti del gruppo.

La valutazione, secondo la IUCN Red List (2010), è “senza dati sufficienti”.

Il grampo

Il grampo può avere una lunghezza compresa tra i 3 e 4 metri, per un peso da adulto compreso tra 300-500 chili. È caratterizzato da una fossetta a forma di V che si estende dallo sfiatatoio fino alla punta del muso. Questa specie mostra una preferenza per le acque profonde, in zone dove il fondale scende più scosceso e in corrispondenza di canyon sottomarini.


Con il passare degli anni il corpo viene ricoperto da numerose cicatrici. Non si conosce il motivo per cui nei grampi le cicatrici rimangano per tutta la vita. Sono dovute molto probabilmente alle interazioni sociali tra individui quali morsi o combattimenti.

La valutazione, secondo la IUCN Red List (2010), è “senza dati sufficienti”.

Il tursiope

Il tursiope presenta un corpo affusolato con pinna dorsale disposta a metà del corpo. Questo delfino può raggiungere i 3 metri di lunghezza e un peso di 300 chili. Nuota in gruppi di 2-15 individui e frequenta preferibilmente le acque basse, le lagune e gli estuari.

La socialità della madre influenza molto il futuro carattere del cucciolo: le femmine saranno lo specchio della madre, mentre i maschi l’opposto, per cui da madri molto socievoli si avranno figlie socievoli e figli che evitano il contatto sociale. Al contrario, madri solitarie genereranno femmine solitarie e maschi socievoli. Tra i tursiopi si verifica il fenomeno del babysitting: una femmina accudisce i cuccioli delle altre mentre queste vanno a cacciare.

Il tursiope è classificato “Vulnerabile” nella IUCN Red List (2009) per la subpopolazione mediterranea.

La stenella striata

La stenella striata ha una forma slanciata, testa con fronte bassa e muso sottile. Il dorso è grigio scuro e la parte ventrale è chiara. Raggiunge la lunghezza di 2,6 metri e i 160 chili di peso. Questa specie popola l’ambiente pelagico, le acque profonde della scarpata, ma può trovarsi anche vicino a quelle coste dove la batimetria scenda rapidamente. Si nutre di calamari e piccoli pesci. Per cacciare può spingersi fino a 200 metri di profondità.


La stenella è l’acrobata dei mari, pratica il roto-tailing – vale a dire fa dei salti molto alti fuori dall’acqua durante i quali fa dei movimenti circolari con la coda. Si esibisce inoltre con capriole, piroette e spanciate sulla superficie dell’acqua.

La stenella del Mediterraneo, considerata come una distinta unità di conservazione rispetto alla popolazione atlantica, è classificata come “Vulnerabile” nella IUCN Red List (2010).

Il delfino comune

Il delfino comune ha una corporatura slanciata, una testa piccola e un muso allungato e sottile. È caratterizzato da un dorso grigio scuro e da un disegno più chiaro a clessidra sui fianchi. È un delfino di piccole dimensioni: la lunghezza non supera i due metri e ha un peso inferiore ai 100 chili. Predilige il mare aperto. A volte si trova in gruppi misto con altre specie delfini in aggregazioni di 50-70 individui.

Il delfino comune è comune solo di nome. È infatti considerato tra le specie di cetacei più minacciate nel Mar Mediterraneo ed è in drammatico declino in aree dove è sempre stato localmente abbondante. La popolazione mediterranea è diminuita di oltre il 50% negli ultimi 30-45 anni.

La sottopopolazione mediterranea di Delphinus delphis è inserita nella categoria delle specie “minacciate” (EN) della IUCN Red List (2003).