Vacanze in barca: come gestire le relazioni a bordo!

7 agosto 2017

Vivere su una barca è molto semplice e le relazioni devono essere gestite proprio come nella vita di tutti i giorni e ogni membro all’intero della barca ha un ruolo importante e vitale da svolgere.

Una vacanza in barca a vela è relax, sport e avventura alla scoperta di luoghi incantevoli, ma è soprattutto un nuovo modo di fare vacanza, originale e mai uguale a sè stesso. Si vive in piena libertà: di giorno, infatti i ritmi non sono dettati dall’orologio, ma dalla natura. Tutto scorre lentamente e si è immersi nei suoni del mare e del vento; ci si dedica alle immersioni subacquee o allo snorkeling, all’esplorazione dell’isola o alla tintarella. Mentre di sera, quando il sole tramonta si passa in pozzetto a fare il classico aperitivo con qualcuno che suona la chitarra in sottofondo o si scende a terra in uno dei tanti ristorantini per non rinunciare alla mondanità.

La barca a vela ha sì spazi stretti e ridotti, ma conoscere a bordo nuove persone regala emozioni forti ed enormi. L’armonia in barca è frutto della reciproca collaborazione tra le persone imbarcate e questa nasce nel momento in cui ognuno svolge i compiti che più gli sono congeniali (in funzione delle proprie attitudine e predisposizioni)! Dato che in barca, tutti sono in vacanza, oltre allo spirito di gruppo e di collaborazione, sono fondamentali il rispetto e la comprensione reciproci: insomma, l’educazione premia sempre!

Ultima cosa non meno importante: l’ordine e la pulizia sono fondamentali in una vita comunitaria e riguardano, oltre che la propria cabina, soprattutto gli spazi comuni.

Inoltre, la barca sarà la tua casa per alcuni o per molti giorni, quindi dovrai rispettarla e proteggerla, e “lei” farà lo stesso con te: la vita a bordo è ancora più bella, potrai vedere posti incantati, panorami mozzafiato, albe e tramonti con una luce diversa, avrai il vento tra capelli, e un senso totale e incredibile di libertà.

Relazioni a bordo: relazioni con gli altri

Stare a contatto tutti i giorni con persone nuove che hanno interessi diversi dai nostri, è una gran fortuna e basta davvero poco per andare d’accordo a bordo! Solitamente su una barca si ripropone quello che ci capita nella vita di tutti i giorni: avete mai sentito la citazione “siamo tutti sulla stessa barca?” Sì, perché su una barca a vela si condivide tutto, lo stesso cibo, la stessa paura del mare o la stessa gioia, le stesse esperienze, le stesse passioni, gli stessi spazi, le stesse emozioni. Si condivide la stessa esperienza in maniera diversa e soggettiva e nascono quasi sempre belle amicizie e amori estivi.

Dunque come comportarsi a bordo? Le regole della buona educazione in mare sono uguali a quelle che troviamo a terra.. nel momento in cui ci stiamo imbarcando stiamo entrando nella casa di qualcun altro come ospiti, per cui chiedere il permesso salendo in barca è la prima regola (che vi farà ingraziare lo skipper) da seguire! Ricordiamoci sempre che a bordo non siamo soli, ma che insieme a noi ci sono altre persone, quindi  è necessaria la collaborazione di tutti. Ognuno in base alle proprie capacità dovrà aiutare a svolgere le attività di bordo: queste mansioni, se suddivise tra tutti, diventano un piacere, motivo di convivialità e contribuiscono alla buona riuscita della vacanza! Cerchiamo poi, per il rispetto reciproco di non fumare sopravento che può dar fastidio, non lasciare in giro troppi effetti personali che invadono gli spazi degli altri, non fare richieste troppo stravaganti e lasciare a tutti la possibilità di imparare a timonare una barca. Solitamente gli equipaggi delle vacanze non hanno grossi problemi di convivenza a bordo, le persone a bordo hanno voglia di socializzare e divertirsi (è pur sempre una vacanza)! Perciò ci vuole solo un pò di flessibilità per far vivere a tutti una delle più belle esperienze di sempre e un pò di spirito di adattamento perchè a bordo si è un equipaggio e le cose sono ancora più belle se fatte in armonia!

Relazioni a bordo: l’equipaggio e i ruoli

In barca non basta solo saper navigare, ma bisogna in primo luogo saper stare con le persone. Lo skipper prima di tutti ha un ruolo importantissimo, infatti oltre che “comandare” la barca, deve stabilire regole chiare e ben precise all’imbarco (una sorta di briefing) perchè in primo luogo ci deve essere la sicurezza in navigazione, su cui non si discute.
Stabilite le regole basilari, durante l’intera vacanza ognuno dà il suo contributo, aiutando il resto dell’equipaggio; quali sono i momenti in cui dare una mano? Soprattutto durante le fasi di attracco e ormeggio, o quando si devono regolare le vele (uomini, fatevi avanti) per andare più veloci. Ma non dimentichiamoci di dare una mano in cucina, anche se si cerca di cucinare a rotazione sfruttando al meglio le doti di tutti i componenti dell’equipaggio: quindi, se non si è abili cuochi, si sarà senz’altro idonei a svolgere un altro compito come preparare uno spritz o lavare i piatti; è consigliabile preparare pasti semplici e super veloci quando si è in navigazione, mentre quando si è in rada oppure in porto, il cuoco di turno può dare sfogo alle proprie abilità di “chef”.

Ma la vera regola d’oro per la convivenza a bordo è: la barca prima di tutto. Lei sarà il nostro guscio, il mezzo della nostra libertà e del nostro divertimento, la nostra casa per quei giorni/settimane che saremo a bordo, per cui lei viene prima di tutto. La barca si muove e ha le sue esigenze e se ci adattiamo ai ritmi e ai comportamenti che ci suggerisce, difficilmente ci saranno problemi di convivenza a bordo, la barca infatti dice in ogni momento qual è il lato giusto dove posizionarsi, qual è il prossimo movimento che farà, quali sono i gesti da evitare. Se la osservate capirete quali spazi occupare e come muovervi e sarà lei a guidarvi!
Se approfitterete dell’esperienza di una vacanza in barca a vela per conoscere davvero questo mondo, la prima cosa da fare è fidarvi della barca e affidarvi a lei. Non ve ne pentirete!

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