Esperienze di vita in barca a vela: Calogero e le sue emozioni

21 aprile 2017

Lui è Calogero, ha 61 anni e viene da Lodi. Questa volta ci mettiamo dalla parte di chi ha voglia di vivere un’esperienza di vita diversa, di chi ha scelto di provare le emozioni facendosi guidare dal vento, di chi ha una passione innata per la vela, di chi è curioso di provare come si sta in mare con persone sconosciute e di chi infine, ha scelto una vacanza Sailsquare per vivere questa emozione a 360 gradi!

Chi è Calogero, cosa fa nella vita e come mai si è appassionato di barca a vela?

Ciao! Sono Calogero, ho 61 anni, sono un catanese doc e sono un’ appassionato di vela da molto tempo. Sono cresciuto con il mare attorno, perciò non potevo non avere una predisposizione naturale per le barche, il vento e la vela. Tutto iniziò nel periodo universitario, quando alcuni miei amici che possedevano piccoli monoscafi, mi invitarono per delle uscite nel weekend nella litoranea catanese. Spinto un pò dalla curiosità e un pò dalla voglia di passare del tempo con loro, inizi ad approfittare di quelle “gitarelle” che mi regalavano un senso di rinascita, pace e tranquillità.
Purtroppo però, ho dovuto trasferirmi per lavoro nella più grigia Lombardia, ma la mia passione anzichè affievolirsi, è ulteriormente aumentata, tanto da iniziare a frequentare da circa quattro anni la locale Lega Navale Italiana.

Ci racconti della tua esperienza con lo skipper Alberto in Liguria?

La mia passione l’ho sempre custodita ma, a causa degli impegni lavorativi, purtroppo ho potuto fare poca pratica ma molta teoria. E, tra le tante letture, mi sono letteralmente “mangiato” il libro di Alberto Di Stefano (skipper), dal titolo “Il giro del mondo in barcastop” che mi ha dato una spinta ulteriore. E quando, cercando su internet, ho trovato la possibilità di fare un week end in barca con Alberto, tramite la piattaforma di boat sharing “Sailsquare”, non potevo di certo lasciarmi sfuggire l’occasione!

Com’è stato relazionarsi con un equipaggio che non conoscevi?

L’esperienza con Alberto, Renato (co-skipper) ed i vari equipaggi che si sono succeduti nelle differenti uscite è stata molto bella. Da parte mia, non c’è stata alcuna difficoltà, anzi mi sono subito trovato a mio agio, tutta gente molto simpatica e propositiva, con cui è davvero piacevole condividere la vacanza: l’allegria regnava sovrana! Forse aiutata dagli aperitivi.. un must che in barca non manca mai! Il vento ci ha sempre assistito, senza essere particolarmente potente. In ogni caso sono state uscite in sicurezza, perchè con il mare non si scherza e gli skipper sanno bene quando è il caso di uscire, cambiare rotta, o passare la giornata in porto! Certo una cosa negativa c’è stata. Ma per gli altri componenti dell’equipaggio: io russo! In barca gli spazi sono limitati e se un componente della ciurma russa, qualche problemino c’è!

Un’esperienza come questa cosa ti ha dato in più rispetto a una normale vacanza?

In più? Ho portato a casa una maggiore conoscenza dell’andar per vela. Il weekend che ho passato con Alberto era particolarmente dedicato a fare pratica di ormeggio a motore; sono stato al timone e ho effettuato diverse manovre! Wow, un’esperienza indimenticabile! Timonare o stare alle scotte per le manovre è una esperienza che non si può descrivere a parole: bisogna solo provarla.

Tra le esperienze fatte, quale vacanza ti ha emozionato di più?

La vacanza in barca a vela alle isole San Blas è qualcosa di inspiegabile. Le acque caraibici, la popolazione locale, l’Oceano così vasto, i tramonti passati in rada, quelle isole mi sono proprio rimaste nel cuore. E poi ci sono tutte quelle vacanze trascorse nel mare “nostrum”. Non c’è paragone tra mare e oceano, questo è ovvio, ma penso che l’importante non sia dove si va, ma con chi. E in questo caso bisogna andare con chi, condivide il tuo stesso amore per il mare.
Alla fine, tutte le vacanze ti emozionano, perchè si porta sempre a casa qualcosa di nuovo.

Questi viaggi hanno cambiato qualcosa di te?

Se hanno cambiato qualcosa? Mi hanno reso più consapevole che la barca deve essere allegria e gioia di vivere. Ma soprattutto rispetto per e dell’equipaggio. Andare a vela è un pò come praticare uno sport, ci vuole rispetto della squadra che fa sport con te. E poi la cosa bella delle vacanze condivise con gente sconosciuta è la possibilità di incontrare gente con la quale sentirsi più affine rispetto a qualsiasi persona mai incontrata prima. Io ho mantenuto i rapporti quasi con tutti i membri dell’equipaggio, con qualcuno ci sentiamo di più e con altri di meno, come è normale che sia.
Ma so per certo di aver lasciato qualcosa di me ad ognuno di loro e loro, di sicuro, sono stati i miei complici più intimi per una breve ma intensa parte della mia vita.