Antartide in catamarano: una storia ai confini del mondo

11 novembre 2015

Tra le tante vacanze in barca a vela pubblicate su Sailsquare non passano inosservate quelle che si presentano con alcune foto di un paesaggio che in pochi potranno dire di aver incontrato: la Terra del Fuoco. Si tratta delle proposte di Giambattista, detto Giamba, che ha alle spalle una storia che va dal Mediterraneo all’Antartide, passando per Gibilterra e l’Isola di Pasqua.

Questa storia sembra a primo acchito una delle tante. Un “mollo tutto e apro un bar sulla spiaggia”, cosa che ormai sembra essere la via più facile per sparire dalla routine quotidiana che tanti non riescono ad affrontare o che semplicemente rende tristi. In realtà Giambattista ancor prima di parlare di sogno nel cassetto parla di “sfogo”: la barca per lui è sempre stato un modo per catalizzare le energie, ridurre le ansie e respirare una boccata di cambiamento e libertà.

La crisi e il grande passo

Nel 2011, a 51 anni, viene travolto da una profonda crisi esistenziale che lo rende insicuro sia sul futuro che sul passato: si chiede spesso che cosa voglia davvero e che cosa abbia voluto realmente fino a quel momento. Si domanda cosa faccia nella vita per rendersi felice e quale sia la direzione da prendere. Nella sua vita, in quel momento, ci sono una donna, Valentina – più giovane di lui di 20 anni – un figlio universitario ed una solida e soddisfacente storia professionale.

L’infelicità è difficile da spiegarsi, soprattutto quando tutto intorno sembra non fare una piega, soprattutto quando non ci sono motivi reali che possono portare a un malessere. Giambattista avrebbe potuto tracciare un bilancio positivo della sua vita fino a quel punto, ma decide invece di fare una deviazione fuori rotta, una deviazione non dovuta, imprevedibile, ma non improvvisa. Dopo tante riflessioni e momenti difficili, realizza una cosa semplice: si rende conto di vivere una vita che non è quella che vuole,che tutto quello che ha costruito non sia quello che davvero desidera. In quel momento apre il cassetto e decide di fare quello che molti non fanno: dare voce a quella voglia di realizzare quello che realmente vuole nella vita, a quell’istinto che chiede di portare avanti qualcosa pur andando contro a ciò che è socialmente riconosciuto come “normale”. Decide così di prendere in mano la situazione e di fare i primi passi per poter realizzare questo cambiamento, insieme a Valentina, e iniziare a girare il mondo in barca a vela.

 

 

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Un dietrofront inaspettato che lascia il segno

Giambattista comincia a vendere tutti i suoi beni, tra cui anche la sua vecchia barca Angelique, che lo ha portato per mare per molti anni ma che non è consona al nuovo viaggio e si sgancia totalmente dai suoi interessi professionali. Arrivato alla fine del 2011 con le idee chiare e con l’ultimo passo da fare – la vendita della casa – Valentina comprende la portata gigantesca della svolta che si sarebbe trovata a compiere alla sola età di 31 anni e decide di non partire più. Nonostante Giambattista provasse per Valentina un sentimento fortissimo, riconosce che rimanendo sarebbe cambiato e si sarebbe trovato a vivere una vita che non gli apparteneva più, rendendo così infelice Valentina e in primis, se stesso. Seppur con un senso di vuoto, decide con grande forza di andare avanti: conclude la vendita del bene materiale più grande, la casa, e all’alba del 2012 si trasferisce a vivere su un Outremer55, un catamarano che è considerato tra i più veloci e i più sicuri mai costruiti, che sventola bandiera francese e, in ricordo della prima barca, viene battezzata Angelique II.

Parte da solo su questa villa galleggiante e il suo percorso, forse non solo tracciabile sulle carte ma anche dentro di lui, comincia in Francia per proseguire in Grecia, dove affronta un mare nuovo, che non aveva mai navigato prima, l’Egeo. Un po’ per la novità, un po’ per la vicinanza di tanti amici che gli fanno visita soprattutto durante l’estate, il primo anno passa veloce. In Grecia conosce Ray, un ragazzo Australiano che tutt’oggi è ancora bordo di Angelique, con il quale decide di far rotta verso la Spagna per poi proseguire oltre lo stretto di Gibilterra per intraprendere quella parte di viaggio che davvero lo avrebbe fatto sentire a spasso per il mondo, fuori dal nido del Mediterraneo.

Non tutti i mali vengono per nuocere

A volte il destino intralcia ma in realtà aiuta, a volte scombina ma spesso sta solo facendo del suo meglio per intrecciare due vite: quello che può sembrare un episodio negativo può, a conti fatti, avere risvolti inaspettati e molto positivi. Alla fine del 2012, alla volta di Gibilterra, Giambattista e Ray disalberano e mentre Giambattista è costretto a rimanere fermo 3 mesi, l’amico australiano prosegue alla volta del “nuovo mondo” su un’altra imbarcazione. In questo periodo in cui è obbligato a stare a terra, Giambattista scrive una lettera a Valentina, che non aveva più sentito da quando si erano allontanati parecchi mesi prima. Valentina gli risponde raccontandogli di aver vissuto un periodo molto brutto e cupo in sua assenza e che, con grande lucidità, si era resa conto che ciò che davvero voleva era condividere la propria vita con Giambattista e che aveva così finalmente maturato l’idea di raggiungerlo. Approfittando dei 3 mesi richiesti per la riparazione dell’albero, Giambattista e Valentina si sposano. L’uscita dall’Europa viene rimandata di un anno, in modo da far abituare Valentina alla vita di bordo in acque conosciute.

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Alla fine del 2014, l’Angelique II può raccontare di aver attraversato l’Atlantico e di aver passato 1 anno e mezzo al caldo dei Caraibi, navigando tra St. Martin, Le Isole Vergini, la Repubblica Dominicana, Cuba, e il Guatemala, dove, con l’idea di realizzare il grande sogno di andare in Patagonia, Giambattista e Valentina stanno fermi 5 mesi per preparare la barca ai climi rigidi che li aspettano nella Terra del Fuoco. Nel novembre 2014, l’Angelique II arriva a Panama dove attraversano il Canale per festeggiare il Capodanno alle Galapagos. Da li raggiungono la più isolata terra del Globo, Rapa Nui, l’Isola di Pasqua.Nel Marzo 2015 raggiunte le coste del Cile, Giambattista e Valentina procedono verso il sud della Patagonia per raggiungere il confine più estremo del mondo: l’Antartide.

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Una vita ai confini del mondo

Se si chiede oggi a Giambattista che cos’è la vita lui risponde “E’ navigare, è girare il mondo non di corsa, fino a che la forza fisica lo permette. E’ avere una rotta ma senza avere progetti temporali, lontano da porti e grandi città. E’ conoscere stili di vita diversi da quelli a cui siamo abituati, lontano dalla confusione, alla ricerca di colore, alla ricerca di paesi dove si parlano le lingue locali, dove si sente il suono di musiche differenti. Oggi viviamo in un mondo dove portiamo tutti jeans e maglietta, ascoltiamo e vediamo tutti le stesse cose. Ai confini del mondo le cose girano in modo diverso, è tutto più accessibile e questo ci rende felici”.

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Giambattista però si rende conto che oltre ai temi più poetici legati alla sua avventura ci sono anche dei temi pratici che vanno affrontati, come l’aspetto economico: la condivisione dei posti a bordo di Angelique II su Sailsquare, infatti, nasce per un’esigenza terrena di far tornare i conti. Questa cosa ha poi portato alla scoperta di un lato umano che ha permesso a Giambattista e Valentina di conoscere nuove persone, ascoltare nuove storie e condividere la loro.

Nel raccontare e nell’ascoltare questa storia, seppur ci sia la consapevolezza di non essere tutti portati per “mollare tutto e aprire un bar sulla spiaggia”, non può non arrivare almeno per un secondo un senso di invidia per quello che Giambattista e Valentina han fatto e stanno facendo. Forse, nel nostro piccolo si potrebbe assaggiare un pezzettino della loro avventura navigando con loro per qualche tempo, per scoprire posti meravigliosi, ma soprattutto per capire i risvolti di un’avventura che è una di quelle scelte di vita delle quali si sente spesso parlare ma che non si riescono mai a toccare con mano e a vedere da vicino.

 

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