Dalla Corsica alla Sardegna: la mia avventura in barca a vela.

Alyzée

scritto da Alyzée • 6 Giugno 2019

Il vento che soffia costante è un invito a prendere il largo…e quale posto migliore delle Bocche di Bonifacio per iniziare la mia nuova avventura?!

La Corsica, questo piccolo pezzo di continente è già stato talmente lodato per i suoi meriti che non posso che immaginarlo come un paradiso sulla terra. Sarò finalmente in grado di dare il mio giudizio sulla cosiddetta “isola della bellezza“. Spesso paragonata alle isole caraibiche per la sua diversità di paesaggi e di mari dalle acque cristalline, questa terra con un ricco patrimonio culturale oltre che paesaggistico, ha da sempre suscitato la mia curiosità.

Appena arrivata a Bonifacio, sono salita a bordo di uno stupendo monoscafo allestito come un catamarano, con 4 cabine, 3 bagni, tutti i comfort oltre ad uno skipper d’eccezione: Raphaël. Uno spirito libero che come me non vede l’ora di andare alla scoperta di nuovi posti. Si capisce che sotto il suo aspetto da pirata è un vero skipper, molto professionale e soprattutto un avventuriero insaziabile!

Raphaël: non il solito skipper!

Questo marinaio autodidatta ha imparato a navigare quando aveva 20 anni nel Mar dei Caraibi, da cui deriva sicuramente questo stile un pò da Jack Sparrow! Capelli lunghi e ricci spettinati dal vento, aspetto selvaggio, uno sguardo malizioso, e un’ancora tatuata sul dente premolare!!!

A bordo con uno skipper come lui, è impossibile annoiarsi! Le sue storie folli mi hanno affascinata! Il suo carattere ha aggiunto un tocco di originalità all’esperienza. Ogni giorno mi raccontava una delle sue incredibili avventure ambientate in ogni parte del mondo.

Un giorno, mi disse addirittura che come buon “pirata”, aveva seppellito un tesoro su una delle tante isole di San Blas, a Panama! Incredibile ma vero e ha pure disegnato una mappa per ricordare l’esatta posizione della cassaforte.

Va precisato che a giugno, quando ci siamo imbarcati, Raphaël aveva appena attraversato l’Oceano partendo da Panama per trascorrere la stagione estiva nel Mediterraneo ed erano 8 anni che non tornava nel suo paese d’origine, la Francia.

Il desiderio di scoprire nuovi orizzonti è ciò che lo ha spinto a venire fino a qui per la stagione estiva. Trovando un contratto a tempo indeterminato su una barca a vela in Corsica, Raphaël è ora l’orgoglioso capitano di questo monoscafo unico nel suo genere. Non avendo ancora mai navigato in questa parte del mondo, sarà per entrambi una vera avventura.

Questa settimana a vela promette grandi sorprese…

Come un marinaio che si rispetti, Raphaël mi presenta una mappa della Corsica del Sud, delle isole Lavezzi, dell’isola di Cavallo e del Nord della Sardegna. E lì, davanti ai suoi occhi stupiti, c’è un’espressione infantile che riconoscerei tra un milione: come la vigilia di Natale, l’esaltazione di un bambino di 10 anni che non vede l’ora di scartare i suoi doni.

Mi guarda e mi dice: “Allora, cosa vuoi scoprire?”. Per un momento ho pensato di essere Cristoforo Colombo: il Mediterraneo e i suoi tesori ci aspettavano! Impaziente, gli rispondo “dove vuoi!”. E’ stato allora che abbiamo capito di essere sulla stessa lunghezza d’onda e da qui è iniziata la nostra navigazione all’insegna dell’imprevedibilità.

Primo passo, ci dirigiamo verso le isole Lavezzi e l’isola di Cavallo, piccoli gioielli della Corsica al confine con le acque italiane. Ma non ci fermiamo per molto tempo perché l’adrenalina della navigazione e di “spingerci oltre” prevale.

Le 50 sfumature di blu dell’arcipelago della Maddalena

Senza impostare la rotta e con il vento in poppa in poche ore di navigazione ci siamo ritrovati alle porte dell’arcipelago della Maddalena in Sardegna. Gli italiani sono molto orgogliosi di questa parte del loro paese e sinceramente hanno ragione.

Non avrei mai pensato di rimanere così sorpresa dalla bellezza di questo mare. I miei amici italiani mi hanno dipinto da tempo questa parte del mondo come un paradiso terrestre. Tanto da dirmi che era più bello della mia regione natale, i Caraibi. Anche se la mia opinione non sarà mai obiettiva sul tema, perché difendiamo sempre le nostre origini, è umano; devo dire che sono rimasta impressionata dalla Maddalena.

Una vera e propria fonte di ispirazione. Con una varietà di colori che mi sembrava infinita; davanti a me c’era un quadro con 50 sfumature di blu. Una meraviglia!

La prima spedizione a terra è stata sull’isola di Spargi in un paesaggio fatto di rocce bianche con riflessi arancioni, vegetazione verde giallastra e spiagge di sabbia fine. Pensare che questo era solo un assaggio di ciò che la Sardegna stava per offrirci…

Buttiamo l’ancora a Palau, Santo Stefano e Cala Coticcio

Trascorrendo la notte a Palau, piccola località balneare del nord della Sardegna, di fronte all’isola di Santo Stefano, approfittiamo di questa sosta in Italia per gustare le specialità del paese: frutti di mare in abbondanza cucinati in tutte le maniere, pasta, pizza, risotto, grigliate innaffiate dall’olio d’oliva … Le nostre papille gustative erano in festa.

Nei giorni successivi abbiamo deciso di esplorare l’Arcipelago della Maddalena e di buttare l’ancora a Cala Coticcio, una delle baie più famose. Gli italiani la chiamano “piccola Tahiti“, per il colore delle sue acque cristalline come quelle di Bora Bora.

Il bello di viaggiare in barca a vela è che si ha il lusso di trascorrere le notti in rada in luoghi mozzafiato, che in altre ore del giorno diventano inaccessibili a causa dei turisti.  Per essere sicuri di poter godere appieno della bellezza di questo posto, io e lo skipper ci siamo svegliati all’alba, abbiamo scalato rocce simili a sculture fino a raggiungere il punto più alto e più bello dove vedere i colori dell’alba.

Un posto tutto per noi

Raphaël ovviamente si arrampica a piedi nudi e mi convince a fare lo stesso. Confesso di averlo rimpianto qualche ora dopo la nostra fuga mattutina.  È il gioco dell’avventura, dopo tutto!

Per quanto siano doloranti i miei piedi, mentre il sole comincia a crescere all’orizzonte, la mia mente dimentica l’emozione di quest’ultima ora per lasciare il posto ad un impareggiabile senso di meraviglia. Ogni minuto, ogni secondo rivela un volto nuovo che era rimasto nascosto nell’oscurità fino ad ora. Uno spettacolo che non posso dimenticare e che, per quanto eccezionale mi sembri, si svolge ogni giorno.

Poi la realtà ci ha raggiunto molto rapidamente. Sono le 8 del mattino quando vediamo i primi ombrelloni in piedi su un tratto di torrente. Non siamo più i privilegiati del sito. Sarebbe sciocco in questo giorno (e in questa epoca) pensare che un luogo del genere possa rimanere un segreto per il resto del mondo.

E’ ora di scendere dalla nostra roccia, decine di ombrelloni compaiono sulla spiaggia e gli asciugamani dei turisti, stesi uno sopra l’altro, coprono quasi del tutto il colore della sabbia. Raphaël mi regala uno di quegli sguardi che dicono tutto e ci rendiamo conto di quanto siamo stati fortunati questa mattina: poter osservare la magia di questa baia unica al mondo nel suo stato naturale, senza che nessuno o nulla possa rovinarla.

Si torna in Corsica tra i rilievi grigi di Lavezzi

È facile perdere la cognizione del tempo in un ambiente così idilliaco, ma i nostri giorni sono contati. Dobbiamo tornare in Corsica e raggiungere il porto di Ajaccio alla fine della crociera.

Portati dal Maestrale, arriviamo nel tardo pomeriggio sulle isole Lavezzi, giusto in tempo per il tramonto. Passando dalle rocce arancioni della Sardegna ai rilievi grigi di Lavezzi, penso a come questi luoghi hanno assunto un significato speciale per me.

I contrasti tra le pietre grigiastre e l’acqua turchese mi ricordano le Seychelles e sono bastate poche ore di navigazione, per farmi credere di aver attraversato il Pacifico svegliandomi nell’Oceano Indiano. Incredibile, non pensavo che il Mediterraneo fosse così ricco di diversità.

Dopo un buon caffè e una nuotata mattutina, partiamo per nuove avventure! Oggi, non si tratta di escursioni o scalate: esploreremo questa parte dell’Arcipelago Corso in pagaia! Uno con una pagaia sul dorso e l’altro sdraiato come per fare surf. Insieme, le nostre forze sono state sufficienti per far avanzare il nostro paddle board e ci siamo trovati a fare il giro completo di quest’isola in poco più di 4 ore!

L’acqua era così limpida, che dalla tavola potevamo osservare senza problemi il fondale pieno di vita marina.

Tempo di saluti

È giunto il momento per noi di raggiungere l’isola principale. La costa sud-occidentale della Corsica è fiancheggiata da un sacco di piccoli villaggi d’incanto che si affacciano sul mare: immaginiamo che il luogo di nascita di Napoleone brilli di storie.

Arrivando all’imbrunire sulla spiaggia di Roccapina, l’oscurità ci tiene in sospeso sulla bellezza di questo luogo. Sarà la prima luce del mattino a farci scoprire il nostro nuovo approdo.

Sono le 8 del mattino, il sole splende già, riscalda le nostre cabine e la luce è quasi accecante. Raphaël è già in acqua! È un piccolo rituale: subito fuori dalla sua cabina, si getta in mare, è il suo modo di iniziare la giornata in modo positivo.

Quando finalmente la mia mente ricorda in quale baia abbiamo ormeggiato la scorsa notte, non credo ai miei occhi: la barca galleggia letteralmente su una piscina naturale. L’acqua turchese questa volta non era limitata ad alcuni spot, no, era infinita!

Peccato solo che quest’ultima baia segna la fine della mia stravagante crociera. Domani si raggiunge il porto di Ajaccio e, dopo un’esperienza così, l’unica cosa a cui penso è: “una settimana non è abbastanza!”.