L’emozione di un’immersione notturna nel mare delle Seychelles + video

Alyzée

scritto da Alyzée • 14 ottobre 2018

Siamo nel cuore dell’arcipelago delle Seychelles, nell’Oceano Indiano. Immaginati di essere lì, perché quella che sto per raccontarti è un’emozione che va vissuta, non solo letta

È una notte calma e stellata, con una luna argentata che si riflette sul mare. Immaginati di essere insieme a me sul Muzical, un catamarano di 45 piedi ancorato nella baia di Anse Volbert sull’isola di Praslin alle Seychelles.

È l’una di notte, ma fa ancora caldo come fosse pieno giorno. Abbiamo appena terminato la serata, iniziata con un barbecue insieme agli equipaggi delle altre barche che formano la nostra flottiglia Absolute sulla spiaggia della Côte d’Or. Lentamente ognuno ritorna alla propria imbarcazione, e ci si gode gli ultimi momenti di relax nel pozzetto. È tardi, siamo tutti felicemente stanchi. Uno per uno, ciascuno si avvia alla propria cabina. Rimaniamo solo io e il nostro skipper, Andrea, che si gode la calma della notte per apprezzare la bellezza del paesaggio, con la luce della luna che si riflette nel mare.

Sto per avviarmi anche io verso le braccia di Morfeo, quando Andrea mi chiama dal ponte

Andrea mi chiede di raggiungerlo per dare un’occhiata; incuriosita, mi avvicino a lui e mi sporgo oltre la barca. L’acqua limpida sembra quasi fosforescente, illuminata com’è dalle luci al neon blu del catamarano, e attraverso questo filtro colorato ho una visione completamente diversa del fondale. Intorno al raggio di luce si è radunato uno straordinario pubblico: pesci di ogni tipo danzano curiosi al richiamo di questo strano bagliore. Dalla più minuscola particella di plancton al robusto pesce pipistrello, tutti sembrano ipnotizzati dall’illuminazione della barca. Rimango senza parole a contemplare questo affascinante acquario naturale.

Ma Andrea mi indica qualcos’altro: “devi guardare più in profondità”, mi dice. Lì, nascosta nell’ombra, distinguo una silhouette triangolare, poi due, poi tre. Sono razze! Anche loro stanno arrivando per unirsi al ballo.

Non ci penso due volte, sono già corsa a cambiare il mio pigiama con un costume da bagno. Non posso farne a meno, sento un richiamo irresistibile dell’acqua, di un’immersione notturna per unirmi alla danza. Mi armo di pinne, maschera, boccaglio e GoPro, sono pronta.

Ma il capitano frena il mio entusiasmo. È l’1.30 del mattino, e mi sconsiglia di buttarmi in acqua. “Sii ragionevole”, mi dice, “non vorrai mica andare a letto con i capelli bagnati?”. Lo guardo con un sorriso e penso che non mi conosce ancora abbastanza…non solo ho intenzione di fare un’immersione notturna, ma voglio anche nuotare vicino ai pesci e alle razze per immortalare questo gran ballo.

Andrea capisce che non cambierò idea, e quindi la cambia lui.

Decide di partecipare anche lui alla mia immersione notturna, per assicurarsi che lo faccia in sicurezza. Valutiamo il fondale e la profondità. Lentamente, calo in acqua la scaletta. Bisogna essere cauti per non spaventare queste creature, per non rompere l’incantesimo. Armato di torcia, Andrea sorveglia l’operazione dal ponte.

Mi metto la maschera ed entro in questo magico mondo notturno. Sembra di entrare in una dimensione parallela, di notte è tutto completamente diverso. Ogni cosa è ovattata, tranquilla. A prima vista, un’immersione notturna può sembrare spaventosa, ma una volta in acqua, quando l’oscurità ti avvolge, si avverte un senso di pace e completezza.

Raggiungo il raggio bluastro della barca e divento parte integrante di questo spettacolo.

I pesci non mi temono, anzi, mi accolgono nella loro danza. Iniziano a vorticarmi intorno, continuando il balletto vicino al mio corpo. Mi sento come un incantatore di serpenti, ma di creature acquatiche!

Poi mi ricordo del mio obiettivo, qualche metro più in basso. Mi immergo per cercare di raggiungere quegli esseri acquatici dalla forma angelica. Secondo lo skipper sono solo 3 o 4 metri di profondità, ma devo comunque concentrarmi sul respiro e compensare. Più scendo, più l’ambiente intorno a me si fa scuro. Arrivata vicino al fondale, la visibilità è limitata alla circonferenza emessa dall’aureola azzurra.

E poi, eccola: una razza emerge dal buio! Si avvicina circospetta, mi gira intorno, attratta dal riflesso azzurrastro del neon sulla mia pelle.

Rimango senza fiato, anche letteralmente, e in due bracciate torno in superficie a cercare aria. Andrea mi avverte di fare attenzione, che nonostante il loro aspetto angelico questi animali possono anche essere pericolosi, se ci si avvicina troppo.

Consapevole di questo, mi immergo di nuovo ma rimango a una distanza più cauta. Ora non ce n’è solo una di razza, ma ben tre, che veleggiano leggiadre sulla barriera corallina. È incredibile, nuotano in gruppo con la grazia di ballerini classici, come cullati dal movimento dell’acqua…perdo le parole davanti a tanta eleganza.

Resto timidamente lì, con la mia GoPro, a osservarle uscire dal mio campo visivo, finché la torcia di Andrea non arriva a illuminarle di nuovo. Resto così, perdendo la nozione del tempo. I secondi sembrano ore, è un’emozione incredibile.

Quando salgo per riprendere fiato, Andrea mi avverte che sono già le 2.30, e così decido di lasciare che la natura continui la sua danza notturna senza di me. Ma sarà difficile addormentarsi dopo aver vissuto un simile sogno!

Sì, stasera ho fatto un’immersione notturna e danzato con una razza nell’Oceano Indiano. Cosa può esserci di più magico?