Viaggiare in barca a vela e mollare tutto: Giovanni e Raffaella ci raccontano la loro storia

22 dicembre 2016

Giovanni e Raffaella si incontrano grazie alla medesima passione, quella della barca a vela e decidono di mollare gli ormeggi e trasferirsi a bordo per realizzare il sogno di ogni velista, ovvero navigare liberamente facendo il giro del mondo in barca a vela.
Adesso si stanno preparando per tornare a Marzo, in una delle terre che più li ha affascinati, Isole San Blas, ai Caraibi.

Lasciamo a loro la parola…

Come vi siete conosciuti?

Raffaella:

“Io e Giovanni dobbiamo ringraziare la barca a vela, che ci ha fatti conoscere. Da subito questa grande passione ci ha unito e abbiamo iniziato a sognare insieme lunghe navigazioni.
Di Livorno lui, di Roma io, per tanto tempo abbiamo fatto i pendolari, su e giù per l’Aurelia, trovando nell’isola d’Elba un punto di incontro favorevole ad e entrambi e base per la nostra barca. Lavoro e famiglia ci hanno tenuto legati ognuno alla propria città per diversi anni prima che si
creassero, o meglio, prima che riuscissimo, con un po’ di incoscienza, tanta determinazione e un
duro lavoro, a creare le condizioni per realizzare il grande sogno di ogni velista: “Il giro del mondo
in barca a vela”. Nel giro di 6 mesi ho lasciato il mio lavoro in ufficio, ho svuotato e affittato la mia casa e mi sono trasferita a bordo. Giovanni a bordo già ci viveva per più di metà dell’anno, ha salutato i suoi allievi di yoga e i suoi clienti di shiatsu e così la barca è diventata la nostra casa”.

Com’è nata la vostra passione per la Vela?

Giovanni:

“La mia passione per la vela è arcaica, vado in barca a vela dall’età di 15 anni e sono insegnante di yoga, meditazione e operatore shiatsu dal 1985. Nel 1998 ho voluto unire le due grandi passioni della mia vita in un insieme armonico: insegnare yoga a bordo mentre veleggio, il massimo della felicità”.

 

Quando avete deciso e perchè di partire per il giro del mondo?

Giovanni e Raffella:

“A giugno 2015 abbiamo salutato, non senza un po’ di magone, parenti e amici e siamo partiti per la nostra avventura. Dopo aver passato l’intera estate tra le bellissime isole del Dodecanneso in Grecia, dove abbiamo lasciato un pezzetto di cuore e in cui contiamo di ritornare, il 2 settembre è stato per noi un giorno importante. Oltre ad essere il compleanno di Giovanni, è il giorno in cui abbiamo mollato gli ormeggi dal porticciolo di Nisiros e abbiamo messo la prua verso Ovest.
La gioia, la leggerezza e la felicità che abbiamo provato nel momento in cui ci siamo resi conto di essere partiti per davvero è difficile da esprimere: in quel preciso istante abbiamo capito di non poter più tornare indietro, e che quella sarebbe stata la nostra strada. Era esattamente il tipo di libertà che stavamo cercando, liberi ma insieme, lontano dai nostri cari con gli occhi, ma non con il cuore”.

Com’è stato il giro del mondo e cosa vi ha emozionato di più?

Giovanni:

“Le tappe sono volate, come in una specie di sogno abbiamo attraversato tutto il Mediterraneo. Nonostante i venti spesso contrari e le condizioni meteo non sempre facili, il viaggio è stato bellissimo. Ogni tappa, specialmente quelle inaspettate, dove ci siamo dovuti fermare per via di una perturbazione, o semplicemente perché era più comodo di quella in realtà programmata, ci ha sorpreso”.

Raffaella:

“Kithera dall’acqua limpida e chiara, Malta con il fascino di La Valletta, Marsala, Carloforte, Mahon, Ibiza, Cartaghena, Almerimar e via fuori dallo stretto di Gibilterra, Canarie, Capo Verde, Martinica e poi in giro per tutto l’arco dei Caraibi.
Emozioni grandi, navigazioni lunghe, faticose, bellissime; albe, tramonti, delfini, pesci e spiagge bianche ricche di palme. Bello, ma la cosa più bella sono stati gli incontri
Quando si naviga per lungo tempo basta un aperitivo in pozzetto o una cena insieme e nasce un’amicizia che non si dimentica più. Così è successo con Giancarlo e Sabrina, Max e Alessandra, conosciuti a Las Palmas di Gran Canaria e poi rincontrati ai Caraibi. Carlo, conosciuto in Grecia e ritrovato ad Almerimar, dove con i racconti del suo giro del mondo in solitaria ci ha incantato e motivato ancora di più. Willy e Matteo li abbiamo visti passeggiare per il marina di Almerimar, la sera stessa erano a cena sulla nostra barca, la loro simpatia e le loro avventure raccontate con un inconfondibile accento bolognese ce li hanno fatti amare subito. E poi Diego, conosciuto per caso a Pont a Pitre, con cui è nata subito un’intesa, la coppia di canadesi che rincontravamo ad ogni baia e che hanno così gradito i nostri spaghetti, e tanti altri”.

A marzo partirete per una crociera alle San Blas, cosa consigliate a chi vuole salire a bordo con voi?

Raffaella:

“Il 19 marzo salperemo da Panamá e navigheremo tra le Isole San Blas, chiamate anche Kuna Yala. In questo territorio vivono gli indios Kuna, una delle poche etnie indios rimase pressoché intatte. L’arcipelago, costituito da isole coralline, è popolato da villaggi di capanne e la popolazione del luogo vive con la raccolta del cocco. E’ un’esperienza davvero unica venire a contatto con questa civiltà e soprattutto con la bellezza del territorio.
Chi vuole sentire dal vivo la nostra storia è ben accetto a bordo della nostra barca, per passare con noi una settimana di vela, yoga e relax.

Giovanni:

“Amo la vita a bordo e mi piace cucinare. Sono vegetariano, quindi preparo principalmente verdure, piatti sani e gustosi, dove i sapori mediterranei incontrano i profumi speziati e piccanti dell’oriente. Tuttavia, da buon livornese, posso fare anche ottimi piatti di pesce per i miei ospiti. A bordo, con Raffaella , ci prendiamo cura dei nostri ospiti, curando con particolare attenzione la sicurezza della barca, le manovre, la cucina e le pulizie. A voi non resta altro che rilassarvi e godervi la navigazione”.