Giulia e la vela: il viaggio che le ha cambiato la vita

19 giugno 2017

Giulia, raccontaci qualcosa di te…

Non so da dove iniziare, non amo molto parlare di me, perciò credo che inizierò parlando della mia passione: il mare. Tutti dicono di amare il mare ma se poi uno indaga bene scopre che per molti “amare il mare” significa alternare il rosolarsi sulla sabbia con tanto di creme solari alle quattro bracciate in acqua per rinfrescarsi; è giusto anche quel modo di amare il mare, senza ombra di dubbio, solamente non era quello che intendevo io, o meglio facevo parte anch’io della categoria delle “persone da spiaggia” che ho appena descritto, quelli per cui il mare era sinonimo di tintarella, abbronzatura, bagno al mare ecc., ma non avevo ancora scoperto la vela, o meglio, le vacanze in barca a vela.

Dunque, dopo questa piccola premessa cominciare con il dirti che ho 35 anni, vivo da sola a Torino, città che amo alla follia, lavoro in ambito universitario, sono amante della cucina e della moda e a un certo punto della mia vita ho preso il coraggio di buttarmi alla ricerca di una vacanza al mare… un pò alternativa.

 

Come hai scoperto la vela?

Diciamo che mi sono ritrovata immersa in questo fantastico mondo. Incuriosita dai racconti di alcuni amici che avevano già vissuto un’esperienza di vela e circondata allo stesso tempo da colleghi neo nautico-patentati, una sera sul divano inizio a “navigare” su internet, approdando per puro caso sulla piattaforma online Sailsquare. Presa dall’entusiasmo, inizio subito a cercare un week end che potesse interessarmi, un pò per mettere alla prova me stessa e un pò per vedere se potevo almeno accarezzare l’idea di farmi un’intera settimana in barca a vela ad agosto.
Fu così che un week end di metà maggio, carica di curiosità e di timori mi ritrovai in barca con Claudio a navigare nel bellissimo Golfo dei poeti.
Mi sono ritrovata circondata da gente sconosciuta, con cui condividere spazi strettissimi (soprattutto il letto), e a soffrire il mal di mare che con il senno di poi mi sono resa conto che la paura del mal di mare in realtà era solo paura dell’ignoto, paura di scoprire un nuovo mondo, paura di stare in mezzo a sconosciuti e di lasciarmi andare. La paura svanì alle prime luci dell’alba, momento in cui salpammo da Fezzano verso il mare aperto, quando quella gente sconosciuta divenne subito amica e anche la paura del mal di mare svanì alla prima volta che sperimentai che alla prima nausea potevo sdraiarmi e tutto passava…ma il vero mal di mare sparì definitivamente quando mi resi conto di quanto fosse più fastidioso in realtà il mal di terra.

Non è finita lì però..

No infatti. Sono tornata a casa dopo un week end di battesimo con la vela con la sensazione che avevo ancora molto da scoprire di quel fantastico mondo tanto che dopo due settimane, per il ponte lungo del 2 giugno salpo nuovamente verso la Costa Azzurra in mini-flottiglia con Daniele e Antonio. Due barche, due equipaggi (quasi del tutto sconosciuti) e con la stessa voglia di divertirsi… un’esperienza favolosa tanto che già al secondo giorno promisi a Daniele che in agosto sarei salpata nuovamente con lui alla volta delle Sporadi e indovinate un pò? Ad Agosto ero di nuovo a bordo! Raggiungo Skiathos due giorni prima dell’imbarco insieme ad altri 4 membri dell’equipaggio che non conoscevo ma che già mi sembrava di essere loro amica da una vita (grazie alle notti trascorse a scriverci sul gruppo di whatsapp) e trascorsi così una settimana in Grecia nelle isole dell’Egeo
Posso dire con certezza che la vacanza alle Sporadi è stata la vacanza più bella della mia vita!

Cosa ti è rimasto di queste esperienze

Sono scesa a terra con degli amici in più e nel cuore una profonda malinconia, tanto che ci lasciammo con la promessa che ci saremmo ritrovati per altri mari e così fu…dopo le Sporadi, chiudemmo la stagione alle Pontine, ed eravamo tutti pronti a riprendere la nostra quotidianità, a tornare alle nostre scrivanie e a riempire il muro dell’ufficio di fotografie di rande cazzate e scotte in tensione sul winch.

L’ultima sera, quando scendi dalla barca (dove ormai la passerella di legno non fa più tanta paura) la tua mente inizia a viaggiare e pensi che in quel momento stai salutando non solo dei compagni di viaggio, ma soprattutto dei compagni di vita e la cosa triste è che forse non li ritroverai mai più, perchè le vite prendono onde diverse e direzioni opposte, e invece ti sorprendi ancora quando, a distanza di un anno scopri che proprio quegli sconosciuti sono in realtà diventati una la tua migliore amica e l’altro il grande amore della tua vita.
A distanza di un anno esatto risalii in barca per lo stesso ponte del due giugno, con lo stesso skipper che nel frattempo è diventato un carissimo amico, con la tua miglior amica e con il compagno di vita, che hai conosciuto tra chiacchiere, risate, boline strette e aperitivi al tramonto, dando àncora e tirando il fiocco, ma consolidandone poi il legame nelle fredde serate Milanesi o Torinesi (poco importa), condividendo con loro gioie e dolori quotidiani, fino ai prossimi ormeggi mollati.