La Route du Rhum 2018: 40 anni dopo, un remake dello storico arrivo!

Alyzée

scritto da Alyzée • 26 novembre 2018

La Route du Rhum 2018: la mitica regata transatlantica in solitaria

È una domenica sera di novembre, e l’intera isola è intenta a seguire la Route du Rhum 2018, questo evento unico che ha luogo tra Saint-Malo et Pointe-à-Pitre ogni 4 anni. Questa edizione della Route du Rhum 2018 è particolarmente speciale, però: sono passati 40 anni dalla prima gara!

La transatlantica: lanciarsi alla conquista di un record personale

La traversata dell’Atlantico è qualcosa che non ha eguali! Questa celebre regata francese è lunga oltre 3.500 miglia, si estende dalla Francia alla dolcezza tropicale delle Antille. Sospinto dagli Alisei che soffiano da est a ovest tra i 15 e i 25 nodi, chi affronta questa avventura non è alla ricerca di una regata qualsiasi. È l’avventura di una vita per certe persone, un sogno da marinai per altre.

Oggi poi questo sogno non è più solo alla portata di velisti esperti, perché tutti possono provare questa esperienza.

Con diverse barche, con la famiglia, in coppia, in gruppo o da soli, la traversata dell’Oceano Atlantico può essere vissuta in modi molto diversi. Oggi però non parliamo della semplice traversata Atlantica, ma di una leggendaria regata in solitaria: la Route du Rhum.

Un arrivo che mi fa rivivere ricordi d’infanzia

Tornata a casa, a Guadalupa, l’isola caraibica francese su cui sono cresciuta, mi sto preparando a vivere un momento storico.

Fin da bambina, ho seguito con passione la Route du Rhum 2018, questa regata da record. Sia con la scuola che con il mio club di vela, eravamo così orgogliosi di ospitare un evento sportivo di tale importanza sulla nostra isola. Ricordo di aver seguito uno ad uno gli arrivi con mio padre, sul suo gommone a chiglia rigida, che in quell’occasione era riservato alla stampa.

In mare, abbiamo navigato al fianco di questi grandi velisti. Nel 2002, abbiamo persino avuto il piacere di far salire a bordo la grande vincitrice della Route du Rhum Ellen MacArthur. Questa giovane ragazza inglese aveva appena battuto il record di tempo con il suo monoscafo da 60 piedi, il Martin Pescatore. Ha persino lasciato il suo autografo sullo scafo della barca, che ricordi…

Ed eccomi qui, 16 anni dopo, pronta a rivivere quei momenti con un arrivo più che spettacolare per questa edizione 2018 della Route du Rhum.

Domenica pomeriggio, dopo una giornata di festeggiamenti alcolici al Rum Village a Marina di Pointe-à-Pitre, insieme agli amici mi preparerò ad assistere ai primi arrivi di questa regata transatlantica in solitaria; sono attesi a metà serata i velisti in testa alla gara: Francis Joyon e François Gabart, a bordo dei loro giganteschi trimarani (Macif e Idec Sport).

Questi vincitori si fanno desiderare…

Sono le 4 del pomeriggio, la barca è pronta e ci stiamo dirigendo verso la boa finale della gara. Ovviamente non siamo gli unici ad aspettare l’arrivo di questi campioni! Molti catamarani turistici sono fermi intorno alla linea, e altri motoscafi girano in tondo come squali.

Controlliamo con l’app di tracking delle posizioni dove si trovano i due multiscafi Idec e Macif e a quanti nodi avanzano, e confrontiamo questi dati con le ultime previsioni fornite dalla stampa. È quasi magica questa tecnologia, possiamo visualizzare in tempo reale la posizione esatta di ogni imbarcazione e persino conoscere le rispettive velocità di navigazione.

Stando alle ultime notizie, si trovano ancora lungo la costa sottovento, di fronte alla città di Deshaies, quasi fermi perché la loro velocità non supera 1 nodo! Quindi abbiamo tempo prima di vedere le loro vele all’orizzonte.

Ma non perdiamoci d’animo! Facciamo rotta sull’isola di Gosier, la più vicina al traguardo. Lì, altre barche si uniscono a noi: attracchiamo l’uno all’altro come in flottiglia, e facciamo partire un aperitivo caraibico!

Iniziamo la NOSTRA Route du Rhum!

Il nome di questa regata è “La Route du Rhum”, e noi la prendiamo alla lettera!

A bordo, pura pirateria: il rum scorre liberamente, nelle più originali varianti.

Dal classico “ti-punch” al cremoso “punch al cocco”, fino al delizioso “punch di maracuja” (frutto della passione), ci imbarchiamo con coraggio nella nostra personale Route du Rhum!

Una degustazione davvero atipica, soprattutto per il luogo in cui si svolge: un’isola paradisiaca di sabbia bianca e alberi da cocco, seduti su una barca a osservare un sontuoso tramonto.

Un arrivo pieno di sorprese

Sono le 8 di sera, la festa è finita e controlliamo ogni ora i progressi dei primi due concorrenti. Non hanno ancora superato la punta di Basse-Terre, dobbiamo aspettare ancora un po’.

Alle 9 finalmente intravediamo una luce all’orizzonte: deve essere la cima dell’albero di Gabart, mi dice il mio amico Arnaud; si sta dirigendo verso Marie-Galante mentre Joyon, decide di stare vicino alla costa.

Decidiamo di salpare e lanciarci anche noi in questa gara incerta. Sì perché in questo momento non possiamo minimamente prevedere chi vincerà questo testa a testa.

È buio, la visibilità è insufficiente, non c’è nemmeno il chiaro di luna a facilitare il nostro compito. Dovremo stare attenti, molto più che in condizioni normali. Le luci di via, una rossa e una verde, sono attive, come d’obbligo per navigare di notte. Siamo fortunati, il mare è perfetto stasera, piatto e con un vento debole (per il dispiacere dei nostri velisti).

Più andiamo avanti, più possiamo vedere molti punti di luce illuminare questa immagine scura. Giro la testa, e dietro di noi vedo chiaramente la gara: altre barche fanno come noi e cercano di unirsi ai trimarani.

Nell’euforia, l’avventura diventa frenetica!

Finalmente arriviamo sul posto. Centinaia di barche navigano attorno ai multiscafi. È bellissimo, mi sento come se fossi in un’isola di luci fluttuanti, è magico!

I nostri due campioni sono decisamente ben protetti: 4 barche di sicurezza arancioni li circondano e definiscono una zona di divieto di navigazione. Dobbiamo rispettare questo perimetro e mantenere le distanze per non disturbare i velisti. Eh sì, la gara non è ancora finita!

Trovandoci naso a naso con il gigantesco IDEC Sport timonato da Francis Joyon, ci uniamo all’euforia di questa gara e ci orientiamo nella stessa direzione di navigazione. Fianco a fianco, osserviamo la bellezza di una barca del genere: è magnifica! Ci sentiamo così piccoli al suo fianco.

Il nostro capitano è molto concentrato: ci sono più di 300 barche intorno a noi, finiamo continuamente nella scia di qualcun altro ed è quindi un’avventura che può diventare molto pericolosa. Dobbiamo prestare la massima attenzione e non fare il minimo errore, o rischiamo di entrare in collisione.

Tutti cercano di avvicinarsi di soppiatto a questi giganti del mare. Le barche di sicurezza non sanno come mantenere il controllo, la situazione è quasi rischiosa.
Diamo priorità alle barche della stampa, che con i loro riflettori possono illuminare tutta la barca a vela finalista e permetterci di fare qualche foto.

Che emozione la Route du Rhum 2018: stiamo vivendo un momento storico!

All’improvviso, una delle barche di sicurezza ci incita a spostarci velocemente perché Joyon sta per virare. Ecco la grande sorpresa: Joyon e Gabart sono alla pari, fianco a fianco!

Riesci a immaginartelo? In questo momento esatto, dopo 7 giorni di traversata dell’Atlantico, François Gabart è stato per la prima volta superato da Francis Joyon! Quanto è eccitante! E noi viviamo questo momento storico dal vivo, incredibile, ho i brividi!

Dopo un quarto d’ora, IDEC Sport vira di nuovo mentre il MACIF decide di rimanere in rotta. In questo modo Joyon riuscirà a stare davanti a Gabart e a batterlo per gli ultimi 7 minuti.

Le campane risuonano, bagliori rossi si levano dal ponte di IDEC, e finalmente vediamo la testa del vincitore: Francis Joyon detiene il nuovo record della Route du Rhum.

Una vittoria che rimarrà nei nostri ricordi per sempre

7 giorni, 14 ore, 21 minuti e 47 secondi nella categoria Ultimate.

Basti pensare che, durante la prima edizione della Route du Rhum, ci vollero più di 23 giorni al canadese Michael Birch per vincere la gara. Una gara che già all’epoca era stata all’ultimo respiro, perché il francese Michel Malinovsky era alle sue spalle, e finì secondo solo per 98 secondi di differenza.

E oggi, la storia si ripete con Joyon e Gabart, 40 anni dopo. Che emozione, non ho parole.

Una vittoria che rimarrà impressa nei ricordi.